Granito

Il Granito

Granito

Qui di seguito troverete alcune informazioni utili di approfondimento e curiosità’ sulle origini del Granito

Come nasce

Il granito nasce dal fuoco. Si tratta infatti di una roccia ignea, detta anche magmatica, generata dal raffreddamento e dalla cristallizzazione di un magma fuso.
Il magma che arriva in superficie, subisce un brusco cambiamento di temperatura e dà origine a rocce effusive, quando invece si solidifica lentamente al di sotto della superficie terrestre si trasforma in roccia intrusiva.
Le rocce intrusive si raffreddano lentamente e questo permette la graduale formazione di cristalli ben visibili, spesso anche di grossi granuli: in questo caso si parla di rocce granitoidi, che si raccolgono in profondità all’interno di grossi accumuli detti batoliti.

Le rocce intrusive possono essere riportate in superficie grazie a fenomeni atmosferici che ne erodono la copertura oppure grazie a movimenti della crosta terrestre.
I graniti sono le rocce intrusive più rappresentative: sono costituiti principalmente da minerali come il quarzo, l’ortoclasio (feldspato potassico), le miche, che ne determinano anche la particolare colorazione.
I graniti porfiroidi, per esempio, sono caratterizzati da grossi cristalli di ortoclasio (di colore bianco o grigiastro).

Storia

Il granito anticamente non è stato molto utilizzato, a differenza del marmo, probabilmente a causa della sua principale caratteristica: la durezza.
Essendo una pietra estremamente dura, nel passato era di difficile lavorazione, ma non per questo non troviamo importanti utilizzi nella storia:

  • gli egizi lo usavano frequentemente sia per la costruzione degli obelischi che per parti delle piramidi
  • in India molti templi indù sono stati costruiti nei secoli utilizzando il granito

Caratteristiche e lavorazione

La durezza è dunque la principale caratteristica del granito e si evidenzia nella capacità di non essere intaccato da agenti acidi (frutta, verdura, prodotti per la pulizia), questo ne determina un grande pregio nell’impiego in zone delicate ad esempio la cucina.

La naturale presenza di micropori, (che ritroviamo in tutte le pietre naturali), caratterizzano una predisposizione ad assorbire eventuali sostanze liquide che si possono generare aloni più o meno scuri a seconda del tipo di liquido assorbito.
Questo problema, viene risolto col trattamento antimacchia, un tipo di lavorazione alla quale viene sottoposto il granito per limitarne l’assorbimento dei liquidi e renderlo immune agli aloni.
La presenza, in rapporti diversi, di quarzo e minerali ne configurano poi l’aspetto cromatico e, in maniera significativa, la diversa geometria maculata o venata.

Il granito si presta a diversi tipi di lavorazione, ma la finitura più adatta per l’arredamento interno e senz’altro la lucidatura: si ottiene levigando la superficie del granito con abrasivi di grana crescente fino ad ottenere un effetto a specchio; viene poi ulteriormente lavorato con uno strato di cera per aumentarne lucentezza e protezione.
Il granito, rispetto ad altre pietre più tenere, riesce a mantenere la finitura molto più a lungo, grazie alla sua durezza determinata dal contenuto di quarzo e silicio.

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