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Il Marmo

Pavimento in marmo

 

Come nasce il Marmo

Il marmo è “vivo” e nasce da un processo denominato metamorfismo (cambiamento di forma). Il marmo è una roccia originata da calcari che si trasformano a causa di diversi fattori, in particolare incidono la temperatura e la pressione che aumentano all’aumentare della profondità (in media dai 10 ai 30°C per chilometro, c.d. gradiente geotermico). I marmi sono generati da un metamorfismo termico o di contatto, dovuto ad aumenti notevoli di temperatura (ad esempio a causa di un contatto diretto con magmi), che innescano la trasformazione dei calcari in marmi saccaroidi, ovvero costituiti da grossi cristalli.
Sotto i nostri piedi, dunque, c’è un continuo lavorio e le rocce metamorfiche che possiamo vedere in superficie sono risalite solo grazie all’attività di agenti atmosferici o a movimenti della crosta terrestre.

Storia

Quella del marmo è una storia millenaria, che risale all’età del rame:

  • nella Grecia antica il marmo veniva utilizzato in architettura e nella scultura;
  • nell’antica Roma il marmo era un elemento fondamentale dell’architettura pubblica e privata: veniva utilizzato per rivestimenti e ornamenti degli edifici, per la scultura e gli arredi (come il travertino);
  • dopo un periodo di declino, in seguito alla caduta dell’Impero d’Occidente, il marmo tornò ai suoi originari fasti dopo l’anno mille, utilizzato per la costruzione di chiese e opere sacre (vedi il famosissimo bianco statuario di Carrara e le varie breccie italiane);
  • dal Rinascimento in poi il marmo non ha cessato di essere un elemento fondamentale nella scultura e nell’architettura, fino ai giorni nostri.

Ma la diffusione del marmo non riguarda solo la storia dell’arte. Le sue caratteristiche di resistenza e impermeabilità lo rendono adatto anche a un utilizzo quotidiano: pavimenti, scale, piastrelle, davanzali, piani di lavoro, lavelli ornamenti e persino oggettistica moderna.

Varietà

I marmi possono avere vari tipi di grana e contenere fino ad oltre il 99% di calcite. 
Spesso le venature indicano le impurità della composizione mentre il colore è determinato dalla presenza dei minerali accessori.
I marmi apuani, bianchissimi, sono puri, cioè composti quasi interamente da calcite ed è questa la causa principale del colore bianco che li caratterizza. 
Le vallate profonde e le pareti scoscese delle Apuane si sono formate a causa di una sedimentazione (soprattutto di calcari) avvenuta in ambiente marino, milioni di anni fa. Le pressioni esercitate da parte di altri depositi marini hanno determinato, a causa dell’innalzamento della temperatura, fenomeni metamorfici che hanno generato i preziosi marmi bianchi di Carrara, 
la cui roccia originaria era un calcare molto simile a quello che forma le barriere coralline dei mari tropicali e risale al periodo geologico Giurassico Inferiore, circa 190 milioni di anni fa. Poi, in periodi successivi, ha subito delle trasformazioni che ne hanno modificato la struttura cristallina in cristalli di carbonato di calcio di dimensioni microscopiche.
Le varietà di marmo si differenziano a seconda delle cave dalle quali viene estratto.
Ecco alcune delle principali caratteristiche dei marmi italiani più conosciuti al mondo, cioè quelli delle alpi Apuane:

  • Bianco Carrara – la sua peculiarità è quella di contenere limitatissime quantità di impurità. Le lastre presentano una pasta di fondo bianco-perlacea dove talvolta possono essere presenti anche piccole venature grigiastre.
  • Statuario – sicuramente tra i più pregiati. È stato usato per le sculture, fin dal tempo dei Romani, per la sua colorazione bianco-avorio.
  • Venatino – la cui caratteristica principale è quella di presentare delle venature fini ma molte di color grigio che attraversano una pasta di fondo bianca o anch’essa leggermente grigiastra.
  • Arabescato – molto simile al Venato come colori ma a differenza di quest’ultimo presenta venature che disegnano sulla pasta di fondo una trama simile a un arabesco.
  • Calacatta – presenta venature di color giallo crema su una pasta di fondo bianca o avorio. E’ un marmo di gran pregio e la sua reperibilità è piuttosto limitata.
  • Bardiglio – dove la sua pasta di fondo assume una colorazione grigia a causa della presenza molto diffusa di finissimi cristalli di pirite.
  • Cipollino – che presenta delle striature molto marcate di colore grigio-verdastro che ricordano la struttura interna della cipolla.

Calcari compatti

Alcuni calcari compatti sono pregiati e molto utilizzati nell’edilizia, come sostituti del marmo. Si tratta, tuttavia, di rocce sedimentarie che derivano dall’azione di organismi viventi; infatti, spesso includono fossili (come il Perlato di Sicilia) e sono composti da calcite, dolomite e aragonite.
Tra le varietà più note sono presenti il Botticino di Brescia (beige); Arabescato Orobico rosso; la pietra Serena; la pietra di Trani e il Bronzetto, il Travertino Romano classico, il Portoro del Piemonte (di colore scuro con venature più chiare color oro).
Abbiamo poi un caso particolare, quello dell’alabastro: si tratta infatti di un tipo di gesso a struttura microcristallina (anch’esso è una roccia di tipo sedimentario), la cui colorazione è dovuta alla presenza di vari tipi di minerali. L’alabastro di Volterra è una roccia molto pregiata che viene utilizzata soprattutto per gli oggetti ornamentali. L’abilità degli artigiani unita alle proprietà della roccia, può conferire ai manufatti giochi di luce e di trasparenza inimitabili.

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